Pedalare tra i borghi medievali e castelli minori 

Pedalare tra antichi porti fluviali e borghi medievali

Escursione in bicicletta con accompagnatrice turistica

museo_battaglia0428_phRastrelli.jpg 

Percorso: principalmente su sede protetta e separata dalla viabilità ordinaria, su asfalto, strade bianche o argini fluviali

Da dove partire: Ufficio Informazioni turistiche di Abano Terme ore 9.00

Quando partire:

Difficoltà:  facile, lunghezza totale 37 km, dislivello totale di circa 51 m

Durata prevista: giornata intera (9.00 – 17.30)

Punti di interesse: Castello del Catajo, idrografia superficiale Colli Euganei, Battaglia Terme, Ponte-canale di Montaigne, paesaggio della bonifica, Arquà Petrarca, Casa del Petrarca (previsto ingresso e visita), Castello di Lispida

Attrezzatura specifica necessaria: bici da cicloturismo propria. In alternativa, è possibile il noleggio della bici su prenotazione con un costo supplementare

Traccia percorso:

http://www.gpsies.com/map.do?fileId=yrcncfcfqibywleo&authkey=EEB82A8061F8A5F32CB26E60D2191C266C0D7385CE04D5DF

 L’itinerario proposto segue in parte lo stesso percorso che faceva Francesco Petrarca quando da Padova si recava alla sua casa sui colli. Più tardi la Riviera Euganea sarà percorsa dai numerosi letterati che salivano fino ad Arquà per fare visita alla tomba e alla residenza del poeta.

Alcuni tratti sono semplicemente spettacolari, come quello che precede l’ingresso a Battaglia Terme, dove la vista è dominata dal Castello del Catajo, imponente come un castello, ma affrescato internamente come una villa.

Battaglia Terme, insediamento rivierasco ed antico porto fluviale, è un vero e proprio museo diffuso con curiosi manufatti idraulici e ponti veneziani. Pedaleremo quindi sempre in pianura, sull’argine del Canale di Battaglia, a fianco dell’elegantissima Villa Selvatico – Sartori che ci guarda con vanità dall’alto del Colle di Sant’Elena.

Ci troviamo nel bel mezzo di un celebre paesaggio letterario: attorno a noi ville venete, città murate, opere idrauliche, meravigliosi paesaggi. Nelle Valli Selvatiche, osserviamo il sentiero che ricalca l’antico percorso del fiumicello che prima delle bonifiche cinquecentesche collegava la Costa al canale di Battaglia. E’ lungo questa via d’acqua che il Petrarca arrivava ad Arquà!

Il panorama non è mai uguale a sé stesso e presto raggiungeremo Monselice, città murata. Faremo una piacevole deviazione dall’anello ciclabile per raggiungere la graziosa Arquà Petrarca, uno dei borghi più belli d’Italia, città medievale tra le migliori conservate. L’insediamento presenta un singolare bipolarismo: due borghi, due chiese e due piazze. Francesco Petrarca, precursore non solo dell’Umanesimo, ma anche della villeggiatura,  scriveva così di Arquà:

“Fuggo lacittà come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo”.

Ci addentriamo nel paesaggio spirituale e ci rechiamo alla sua casa, perché “si sente qui il grande spirito vivo e presente, richiamato anche dal paesaggio bellissimo, così conforme al tono della sua poesia soave e melanconica” (Adolfo Callegari).

Il percorso di ritorno ci porta vicino alla tenuta del Castello di Lispida, storica dimora che ospita importanti cantine. In cantina l’identità dei luoghi si scioglie in un calice di vino e il vignaiolo diventa protagonista della storia che abbiamo vissuto in una giornata di sole e brezze.

Pedalar tra borghi e porti

Escursione in bicicletta con degustazione finale in azienda agricola

 Percorso: circolare, principalmente su sede protetta e separata dalla viabilità ordinaria, su asfalto, strade bianche o argini fluviali

Da dove partire: Castello di Valbona, via Castello 2, Lozzo Atestino (PD), coordinate GPS 45.296039, 11.602353

Difficoltà:  facile, lunghezza totale 16 km, dislivello totale di circa 17 m

Durata prevista: mezza giornata

Punti di interesse: Monte Lozzo, Castello di Valbona, Vo’ Vecchio, Villa Contarini-Venier (previsti ingresso e visita), Lozzo Atestino

Attrezzatura necessaria:  bici propria oppure è possibile il noleggio di bici (anche elettrica) con un costo supplementare

Traccia percorso:

http://www.gpsies.com/map.do?fileId=nyedffueelpgbtph&authkey=69D0F5AA3439D3C4DE771EEC4BEFC39AE2F3BF40643BE4A5

 C:\Users\george\Desktop\castello valbona.jpg

 Vi invito a scoprire il profilo fiabesco dei Colli Euganei dalla sella della bici, seguendo una parte dell’anello ciclabile che contorna l’area collinare.

Partiamo da una zona di ruralità di bassa pianura che gode di insospettabili qualità ecologiche, storiche e monumentali. La campagna è costellata di boarie, aziende agricole tipiche dei Colli Euganei e di alcune province emiliane. Il nome indica un caratteristico sistema di conduzione del passato dove il lavoro era eseguito da salariati fissi, boari, che venivano compensati con una quota-parte dei prodotti agricoli.

La vista è monopolizzata dal Monte Lozzo, campione esemplare delle forme euganee, un tipo ideale messo in risalto dalla sua collocazione isolata rispetto al gruppo collinare. Le forme del monte raccontano le vicende geologiche millenarie, mentre il paesaggio agricolo narra la storia degli uomini. La bonifica in questa zona è stato un difficile processo di addomesticamento iniziato presto e finito tardi, così come testimonia il paesaggio fatto da canali, scoli, antiche paludi e un grande vuoto di abitazioni con poche boarie e piccoli nuclei agli incroci tra le vie navigabili e le vie terrestri.

La vista è dominata dal Castello di Valbona che noi osserveremo da vicino e che è servito sia dalle vie terrestri che dalle vie fluviali. Monte Lozzo era un sentinella avanzata verso il Vicentino ed il Veronese ed il Castello di Valbona è l’unico sopravissuto dei tre castelli che proteggevano questo colle e che erano posizionati in modo simmetrico.

Antichi sono anche i canali, maestro fra di loro il Canale Bisato che farà compagnia per il tratto successivo fino a Vo’ Vecchio. Il toponimo indica un “guado”, un passaggio tra gli Euganei ed i Berici. Vo’ Vecchio è un antico porto fluviale, con una storia molto interessante, ancora intuibile dalla pianta del borgo composto dalla villa, le due barchesse, l’oratorio di San Lorenzo, la piazza del mercato e l’antico approdo fluviale. Ci soffermeremo a visitare la seicentesca Villa Contarini Giovanelli – Venier, espressione della storia veneziana di terraferma, ma anche di vicende tristi più recenti. Infatti la Villa diventò nel dicembre 1943 luogo di concentramento degli ebrei della province di Padova e Rovigo e oggi è un luogo della memoria.

 Riprendiamo la pista ciclabile dei Colli Euganei per il rientro. Pedaleremo quindi sempre in pianura, sull’argine del Canale Bisato, sul bordo delle ordinate campagne agricole di recente bonifica.

Il panorama non è mai uguale a sé stesso e presto raggiungeremo Lozzo Atestino. Il borgo è una tappa naturale tra il colle e la pianura. Sorgeva anche qui un castello, nel luogo ora occupato dalla Villa Correr. E’ interessante notare come la chiesa nasce all’incrocio tra la strada che scavalca in quota i fianchi calcarei del Monte e la via d’acqua. Qui la geografia è una geometria del paesaggio.

Leave A Reply

You must be logged into post a comment.

 
× WhatsApp +390444415222